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barale verticale

VCO-15-11-2021--È stata una stagione da incorniciare per Francesca Barale che dall’anno prossimo, passando èlite, lascerà la VO2 Team Pink per indossare la maglia della DSM, formazione olandese World Tour. La giovane ciclista domese che frequenta la 5° scientifico al liceo Spezia e dopo la maturità ha deciso di iscriversi all’università, è salita una dozzina di volte sul podio e fra queste il Tour du Gevaudan Occitanie sulle strade francesi, la Euganissima Flandres, la Novara Orta, il memorial Cappellotto, oltre ad aver indossato la maglia di campionessa italiana a cronometro e quella regionale dell’Emilia Romagna. Ha iniziato a correre nel 2009 a sei anni nella categoria G1, col Pedale Ossolano di cui il padre Florido è presidente, e da allora non ha più smesso. Le piace leggere, guardare film in tv e viaggiare. La sua atleta di riferimento è Elisa Longo Borghini.

 

Il segreto per gli eccellenti risultati finora ottenuti?

Nessun segreto. Come in tutti gli sport ci vuole costanza e forza di volontà e tanto allenamento. In gara sono fondamentali la concentrazione, la lucidità e senso tattico, oltre che conoscere il percorso.

Quanto ti alleni?

Di solito due ore per 5 giorni alla settimana.

Chi devi ringraziare per i successi ottenuti?

I miei genitori, il direttore sportivo il torinese Stefano Peiretti e mio zio Riccardo che mi segue in tutte le gare guidando l’ammiraglia.

Lo scorso anno hai fatto tuo il campionato italiano su strada mentre questa stagione ti sei classificata ottava cosa è accaduto?

Ho attaccato troppo presto per evitare di arrivare in volata, poi sono stata ripresa e a quel punto le mie energie erano al lumicino. Anche ai mondiali potevo fare meglio ma sono caduta. Erano diverse le curve del percorso e in una bagnata mi sono cascate davanti un paio di concorrenti. Ho dovuto frenare, le ruote sono scivolate e sono finita a terra anch’io per fortuna senza gravi conseguenze.

Quali le tue doti?

Sono una passista scalatrice. In salita ho lo scatto bruciante che resiste nel tempo. Il mio handicap è la volata. È un punto dove devo migliorare.

 

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