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trapattoni rotary

ORTA SAN GIULIO- 26-10-2017- La poliomielite, detta anche polio, è una malattia contagiosa che si propaga per via oro-fecale ed è procurata da un virus che, colpendo il sistema nervoso centrale, soprattutto nel tratto spinale, causa paralisi permanenti. Non esistono cure specifiche per combattere questo virus, se non il vaccino e si deve a Salk e Sabin, rotariano, l’introduzione di un vaccino somministrabile per via orale. Promotore di una vaccinazione planetaria fu Sergio Mulitsch del Rotary di Treviglio dando vita, nel 1979, al programma “Polio Plus” che ben presto divenne il vessillo del Rotary International con l’obiettivo di sconfiggere la poliomielite liberando il mondo da questo flagello. I risultati sono lusinghieri e si sta raggiungendo il traguardo di dichiarare il mondo “Polio free”, anche se, a tutt’oggi, persistono focolai endemici in Nigeria, Pakistan e Afganistan che tuttavia presto verranno debellati. Una grande azione umanitaria del Rotary ed il 24 ottobre – giorno della nascita di Jonas Salk - ogni anno si celebra la giornata mondiale per l’eradicazione della poliomielite (www.endpolio.org) Quale occasione migliore per il Rotary Club Orta san Giulio, nel corso della propria conviviale, per celebrare tale data se non la presenza di Giovanni Trapattoni, grande professionista, ma soprattutto un uomo che ha manifestato nel corso della serata una grande sensibilità e partecipazione commossa ai drammi che affliggono l’umanità. Presenti alla serata il Sindaco di Orta San Giulio, Giorgio Angeleri, Andrea Lucchini, responsabile distrettuale della Commissione Polio Plus, Presidenti di Società di calcio del territorio e rappresentanti di altre associazioni di servizio del territorio. Il Presidente del sodalizio – Prof. Mario Sgrò, stimato chirurgo – dichiara: “Tre mitici personaggi che fanno parte della storia del calcio mi sono rimasti impressi: “taca la bala” alias Helenio Herrera, il “Paron” alias Nereo Rocco, il “Trap” alias Giovanni Trapattoni; proprio quest’ultimo, dalle umili origini, ha saputo emergere con volontà e carattere mantenendo la modestia dell’uomo senza esaltarsi di fronte al successo. Quasi coetanei, ho condiviso con lui i momenti difficili della sua giovinezza che è stata anche la mia, ma nonostante le difficoltà di quel momento storico, siamo negli anni ’50, è riuscito con caparbietà, modestia e l’aiuto dello Sport ad occupare un posto nella storia del calcio mondiale”. Apprezzando le bellezze del Lago d’Orta Giovanni Trapattoni, accompagnato dalla mogie e da una coppia di amici fedeli, si è concesso alla stampa ed ai tanti appassionati presenti alla serata, con disponibilità e cortesia, riuscendo a toccare le corde dei commensali per la genuinità del pensiero, l’amore dichiarato più volte per la moglie (compagna di una vita e sempre al suo fianco in tutte le esperienze professionali) e la straordinaria passione – più viva che mai - per il suo lavoro. Incalzato dalle domande di Paolo Brusorio, Capo Redattore Sport de La Stampa, ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera, svelando aneddoti e “dietro le quinte” sconosciuti ai più, oppure eclatanti perché rimasti nell’immaginario collettivo come la famosa conferenza stampa da allenatore del Bayern Monaco nel ’98. “Questo signore ha marcato Pelè …” ricorda Brusorio ed allora capisci davvero che si è di fronte ad un pezzo di storia, non solo del calcio – a cui l’Italia appassionata del “più bel gioco del mondo” rende merito - ma dello Sport di tutti i tempi, quello con la esse maiuscola.... Juve, Milan, Inter sono maglie che ha indossato e società con le quali ha conquistato Campionati e Coppe. Sono vero “patrimonio” del nostro paese e ci fanno riflettere su quanta strada sia stata fatta in termini imprenditoriali perché sono oggi “eccellenze” da esportare in tutto il mondo, come succede nell’era della globalizzazione. Basti pensare a quanti milioni di persone oggi si rivolgono i “ragazzi” di Montella o di Spalletti, date le rispettive nuove proprietà asiatiche di Milan ed Inter. Le società sono aziende ed i calciatori non sono più solo semplici “ragazzi”… La memoria di Trapattoni ritorna ai tempi del Milan “In quegli anni la società aveva a cuore anche la crescita personale dei propri atleti ed affiancava agli allenamenti della squadra dei veri e propri momenti di formazione, sia con professionisti e psicologi ma anche con visite alle bellezze architettoniche e culturali della città.” E che dire della Juventus dell’Avvocato e di Giampiero Boniperti? “Il primo mi chiamava tutte le mattine alle 5,30 e mia moglie mi diceva di non rispondere perchè era troppo presto! Potete immaginare perché non potevo non farlo! Quando diceva poi era un messaggio chiaro e sapevi come e dove lavorare per migliorare. Oppure comprendevi la visione dell’imprenditore e del tifoso”. Chiede Brusorio “E’ più facile allenare un fuoriclasse o uno qualunque?” La risposta è … un inno alla goia! “Michel Platini, un genio … un talento puro, a volte indisciplinato… non sopportavo i suoi calzettoni sempre calati. Come rispondere? Negli anni mi sono appassionato all’arte pittorica. Perdonatemi il paragone ma è come estasiarsi di fronte ad un quadro. Due tre pennellate d’artista emozionano, così fanno le azioni in campo dei fuoriclasse … risolvono le partite e mandano in delirio le folle. Poi pensi che la notte precedente sei passato in camera – io lo facevo sempre con tutti i miei giocatori – per chiedere come stavano e se andava tutto bene. Nessuno di noi riusciva a chiudere occhio per la tensione agonistica... “ Il calcio moderno è cambiato ed alla domanda su quello giovanile, rivoltagli prima di cena “Secondo lei si fa abbastanza per aiutare i giovani a fare sport e non a diventare campioni, che è un'altra cosa” ha risposto facendo leva su valori forse ormai dimenticati. “Qualche anno fa c'era un certo rapporto umano e famigliare e quello che poteva essere il rispetto dei genitori e delle persone anziane non è più. C'è un mondo che cammina molto veloce e quindi pur essendoci educazione e rispetto si è più portati a desiderare tutto e subito. Alla mia età posso non comprendere appieno, condivido la modernità e lo stare al passo con i tempi ma le esagerazioni sono fuori luogo” Lo sport serve da mezzo per recuperare valori. Prosegue Trapattoni “Questa sera essere stato esempio ed attrattore per una iniziativa benefica mi onora. Spero che aiuti a far capire che la nostra società deve recuperare valori per rendere più consapevoli ragazzi distratti. E’ la mia vita ma tutto sommato è un pallone, è un gioco che ci rende famosi e ci da la possibilità di aiutare anche gli altri”. Ancora spazio all’emozione, vera, che ti tocca il cuore, prima del bagno di folla finale con autografi e fotografie, quando Brusorio ha chiesto “Ora ce lo devi dire … cosa farai da grande?” La risposta rimane appannaggio degli intervenuti alla cena di beneficenza del Rotary Club di Orta, cui ha riservato parole di riconoscenza ed encomio per la calorosa accoglienza. Presto sarà espresso il ricavato della serata. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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